Economia Ambientale

Il trasporto merci quanto inquina?

Vi siete mai chiesti il trasporto merci quanto inquina?

“L’insostenibile velocità delle merci”… Non mi voglio appropriare di questa straordinaria reference, anzi ci tengo a sottolineare che deriva del Freight Leaders Council, un’associazione che si occupa proprio di logistica – l’argomento che tratterò di seguito.

La velocità con cui otteniamo i prodotti che ordiniamo online poche ore prima ha un impatto. Un impatto non solo apparentemente positivo, poiché “comodo”, ma anche e soprattutto un impatto negativo negativo, perché impatta notevolmente sull’ambiente. Perché succede? Perché tutto questo sistema di spedizioni e di consegne consiste nell’allestire una rete capillare di soggetti affinché quel bene arrivi proprio lì e in quel momento come ci si aspetta.

Il primo colossal dell’e-commerce è Amazon, pensate che con le vendite nel periodo della quarantena, ha esponenzialmente aumentato i suoi introiti. Ha infatti triplicato l’utile netto arrivando a 6,3 miliardi e i ricavi sono aumentati del 37% arrivando a 96,1 miliardi.

Questo ha degli impatti sociali devastanti, ma come dicevamo, anche ambientali ed è su questi che vorrei concentrarmi.

I mezzi di trasporto merci maggiormente utilizzati

Focalizziamoci sul problema del “trasporto merci”, che inquina moltissimo: infatti si fa carico del ben 14% delle emissioni totali.

Il trasporto merci quanto inquina?
Mezzi di traporto merci

Il più nocivo è il trasporto su gomma, utilizzatissimo nel consegnare alle nostre abitazioni qualsiasi oggetto che ordiniamo. Una soluzione a questo problema potrebbe essere nella tipologia di carburante da usare nel veicolo.

Alcuni carburanti sfruttano un’energia pulita come il gas naturale liquido di cui l’Europa è ricca e di cui dispone di 150 stazioni di rifornimento.

Può infatti abbassare le emissioni di C02 del 15% e le polveri sottili dell’80%.

Inoltre, vi sono dei carburanti innovativi che provengono da fibre naturali. Uno di questi è realizzato dall’olio di colza, ecologicamente perfetto ed economicamente vantaggioso, infatti inquina fino a 100 volte di meno del diesel normale.

Una sensazionale novità proviene però da un’altra fonte naturale ed ovvero il carburante realizzato con le fibre dell’arancia! Non è ancora utilizzato ma l’azienda americana che ci sta lavorando ha ottenuto già 1 milione e mezzo per questo progetto.

Abbiamo parlato del trasporto su gomma, ma invece qual è il mezzo più efficiente e che meno inquina?

Da dati del Ministero dell’Ambiente scopriamo che solo il 6% delle merci, contro il 94% restante, viaggia su treno, ed è proprio questo il mezzo più efficiente!

Sembra incredibile questo dato, in quanto sempre secondo il Ministero è palese che la soluzione più sostenibile e più efficace sembrerebbe proprio quella di adottare come sistema di trasporto principale il treno! L’ambiente ne gioverebbe poiché non solo le emissioni verrebbero dimezzate ma lo stesso carico di traffico per le strade sarebbe fortemente abbattuto. Ebbene tornando ai dati, nonostante le evidenze empiriche, in Italia oltre l’80% delle merci viaggia su gomma, che abbiamo detto essere fra i mezzi più inquinanti.

Ricordiamoci che i costi del trasporto non sono solo quelli economici, ma anche quelli ambientali! Pensate che, dallo stesso rapporto del Ministero, viene sottolineato che se invece di utilizzare il camion come mezzo principale, si utilizzasse il treno, le emissioni scenderebbero del 57%! Ovviamente il “costo ambientale” ha poi bisogno di una traduzione in moneta e quindi sapete a quanto ammonterebbe questa proporzione? A 2.7 miliardi di euro l’anno! (Con la stessa cifra si potrebbe trasformare l’intero parco autobus dei capoluoghi italiani acquistando 9000 bus elettrici).

Per dare un’idea ancora più precisa, con il treno si producono solo 44 grammi di CO2 per chilometro percorso.

Invece con gli altri mezzi si sale fino al 91% in più!

Il trasporto merci su gomma, che è quello che prediligiamo, inquina fino a 118 grammi di C02 per quanto riguarda l’automobile e 158 grammi per il camion.

Non abbiamo ancora preso in esame l’aereo.

Con esso si producono 140 grammi di C02 per chilometro percorso e la vera criticità sta nel fatto che questo mezzo viene preferito proprio quando si devono percorrere le tratte più lunghe!

E allora domanda che mi pongo è: si potrà mai creare un’armonia fra consumo ed ambiente?

E se intervenisse la tecnologia?

Forse con gli strumenti di oggi e con il ruolo della digitalizzazione si possono re-designare delle interessanti soluzioni.

A volte mi capita di imbattermi in articoli che trattano di “logistica efficiente” collegata alla tecnologia.

Una recente indagine del GiPA (Istituto di ricerche di mercato specializzato nell’automotive) ha stimato che in Italia, tra il 2000 e il 2016, per il solo contributo delle innovazioni tecnologiche introdotte, si è registrata una riduzione di circa il 16% delle emissioni di gas serra imputabili al trasporto merci. Tale riduzione è stata ottenuta faticosamente in mancanza di un adeguato rinnovo del parco circolante, che non solo è inquinante di per sé ma è anche uno dei più vecchi d’Europa.

Come innovazioni radicali nel settore svettano i droni che in maniera controllata possono movimentare le merci, le case automobilistiche più conosciute stanno lavorando per realizzare veicoli con sistemi di guida autonoma…tutto favoloso e con prospettive di efficienza davvero notevoli.

Queste incredibili innovazioni possiamo considerarle “disruptive”, cioè dirompenti, nel mondo dei trasporti. Hanno un ruolo strategico nel limare i costi aziendali, basta pensare al ruolo del lavoratore che viene meno nella guida autonoma.

Ma mi chiedo, saranno davvero delle soluzioni sostenibili anche dal punto di vista ambientale?

Un quesito legittimo dato che le aziende devono soddisfare come priorità il requisito di economicità che garantisce loro un ritorno economico.

Qualsiasi innovazione vantaggiosa per l’ambiente deve essere colta ed implementata anche dai più grandi spedizionieri che movimentano un’enorme mole di merce. Nel prossimo futuro gli acquisti online aumenteranno ancora di più per via delle nuove generazioni, quindi il cambio di rotta da parte dei colossi dello shopping digitale si rende necessario.

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